La parola kebab è di origine persiana: sembra infatti che il piatto sia stato inventato nel Medioevo da soldati persiani che utilizzavano le loro spade come spiedo per grigliare la carne sul fuoco negli accampamenti all’aperto.
La modalità di preparazione deriva dalla scarsa disponibilità di combustibile per la cottura dei cibi di grandi dimensioni, e per questo motivo si preferiva utilizzare piccoli pezzi di carne, in modo da consumare meno legna. Nei secoli l’invenzione del kebab prenderà nomi diversi in corrispondenza delle numerose varianti nel mondo, diventando ad esempio il tradizionale gyros kebab in Grecia. Fatto con carne di maiale condita con salsa tzatziki, oppure souvlaki se la carne è cotta sugli spiedini, da assaggiare in una tradizionale Tabepna (taverna) o chiosco se avvolto in una bella pita da mangiare passeggiando.
Le origini del nome
In Turchia il kebab, meglio noto come kebap, si mangia servito su un piatto, in cui vengono disposte fette di carne di pollo o agnello accompagnate da riso e verdure varie. Il döner kebab che spesso leggiamo su insegne e menù, deriva dalla parola turca döner, che vuol dire “che gira”, e indica la tipica modalità di cottura verticale dello spiedo di carne. A partire dalla ricetta base, questo piatto è stato diffuso in Germania da Mehmet Aygün e Kadir Nurman, sul finire degli anni Sessanta, incontrando il favore e la stima dei tedeschi. Infatti è proprio da Berlino che il kebab venne adottato come fast food, prima di estendersi agli altri paesi europei.
Il kebab nasce proprio così, grazie a un’intuizione di due ragazzi turchi che hanno rivoluzionato la preparazione dello spiedo kebab, ora conosciuta e usata in tutto il mondo, prendendo le più svariate e originali combinazioni. Prima di trasformare il kebab per sempre, Mehmet e Kadir sono i semplici proprietari di un tipico ristorante turco: la carne di montone è cotta al girarrosto, in orizzontale e viene servita in un piatto. L’idea è di Memhet: la carne, anziché metterla in un piatto, perché non provarla in un panino?
L’unico problema di questo “nuovo” pasto sta nella lentezza della preparazione, ma trova presto la soluzione Kadir: lo spiedo ruotante posto in verticale, con una fonte di calore costantemente accesa a bassa temperatura, in modo da cuocere al meglio la carne.
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